“L’affollamento familiare e la convivenza virale”

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I giorni di convivenza domestica aumentano, insieme all’incertezza del sapere quando finirà questa fase di isolamento/distanziamento sociale. In realtà nelle nostre famiglie la questione è che è difficile distanziarsi, talvolta anche di poco, dal partner, piuttosto che dai figli e quindi dai genitori. La fase iniziale è stata caratterizzata, come sempre avviene in situazioni destabilizzanti e traumatiche, dalla dissonanza, dal non credere stesse accadendo anche a noi; adesso siamo in una fase di maggior adattamento, seppur forzato, in cui si stabiliscono delle routine inaspettate legate alla dilatazione dei tempi e alla contrazione degli spazi.

Vorremmo evitare di parlare della “famiglia che si riscopre e della possibilità di vivere il tempo insieme come una risorsa”; ovvero questa è una dimensione auspicabile, ma realizzabile in famiglie dove già c’è un buon funzionamento di fondo o comunque non ci sono problemi relazionali importanti.

Il nostro pensiero oggi, va però anche alle famiglie in cui non sempre è facile mettersi a fare il “gioco da tavolo” e fare videochiamate ad amici e parenti; vogliamo quindi essere vicine, come Associazione e come parte della comunità di psicologi, anche e soprattutto alle famiglie in cui le cose erano difficili, conflittuali, urlate, già prima e che adesso fanno i conti con il dover guardare più da vicino i loro problemi, ma soprattutto sono costrette a viverli con un’intensità elevata.

Non possiamo non pensare alle situazioni di violenza domestica sulle donne e sui bambini, non necessariamente a casi estremi, ma anche alle violenze verbali, all’aggressività che va in scena dal divano alla cucina talvolta anche da parte dei figli verso i genitori; non possiamo non pensare a tutte le persone con diversi livelli di disabilità, fisica o psichica, seguiti spesso nei centri diurni e di aggregazione, che adesso si trovano insieme ai parenti in un appartamento di 60mq: la privazione della libertà in questi casi si sente di più e può essere davvero insopportabile.

Se volete raccontarci le vostre “convivenze”, ovviamente anche quelle che stanno trovando, come ci auguriamo, una dimensione abbastanza gestibile, questo è uno spazio in cui è possibile farlo; ci piacerebbe anche sapere da voi quali sono i fattori più difficili in relazione alle diverse età dei figli o di altri aspetti (scuole chiuse, scuola a distanza, uso playstation e social, capricci, lavoro da casa, mancanza di spazi, preoccupazioni salute, altro….)

25 Marzo 2020

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